Crisaborolo: come trasformare in oro tutto quello che tocco!

11 aprile 2017 - 16:27 Ricerca

E' stato recentemente pubblicato nel J Am Acad Dermatol (Paller A et al. J Am Acad Dermatol 2016; 75(3): 494-503) il risultato di uno studio multicentrico che ha coinvolto oltre 1800 pazienti sull'impiego di un unguento a base di Crisaborolo 2%, un nuovo inibitore delle fosfodiesterasi 4 (PDE4) per la terapia topica della dermatite atopica di adulti e bambini.

Il razionale dello studio sulla dermatite atopica nasce dalla necessità di disporre di trattamenti innovativi ed alternativi alle opzioni oggi disponibili dal punto di vista farmacologico che sono per lo più limitate ai cortisonici topici e agli inibitori della calcineurina ad uso topico (pimecrolimus e tacrolimus), al fine di controllare la malattia e ridurre i rischi dell'impiego cronico dei farmaci attuali.

Gli studi in oggetto dei quali si pubblicano i risultati sono studi di fase 3, uno indirizzato a stabilire l'efficacia, l'altro la sicurezza del Crisaborolo unguento per uso topico (AD-301: NCT02118766; NCT02118792).

I pazienti venivano arruolati nello studio in doppio cieco, con controllo del solo veicolo ed avevano un'età superiore ai 2 anni, ISGA (Investigator's Static Global Assessment) lieve o moderato (2 o 3) e applicavano il prodotto 2 volte al giorno per 28 giorni.

L'end-point primario dello studio era ISGA al 29° giorno di 0/1 (con un miglioramento rispetto al basale di almeno 2 unità).

Indagini addizionali includevano: il tempo per il raggiungimento dello score finale dell'ISGA, la percentuale dei pz che raggiungevano ISGA di 0/1, la riduzione dei segni clinici di dermatite atopica e il tempo di miglioramento del sintomo prurito.

La PDE4 regola l'infiammazione attraverso la degradazione di cAMP ed è iperattivata nella dermatite atopica. Il Crisaborolo inibisce la PDE4 sopprimendo cosi il rilascio di citochine pro-infiammatorie conservando cAMP e bloccando dunque la regolazione di nF-kB e l'attivazione dei linfociti T. L'applicazione topica di Crisaborolo è efficace in quanto la molecola a basso peso molecolare (251 d) penetra facilmente l'epidermide; l'esposizione ad un assorbimento sistemico dipende dalla superficie cutanea trattata ma il farmaco viene rapidamente inattivato limitando il rischio di effetti collaterali.

I pazienti riportano nell'1% dei casi sensazione urente o puntoria dopo l'applicazione del farmaco che risolve in oltre i 3/4 dei pazienti dopo il primo giorno.

In conclusione il farmaco presenta alcune peculiarità:

  1. Miglioramento dei segni clinici di dermatite atopica già all'8° giorno dall'inizio della terapia
  2. Rapida ed importante riduzione del prurito

Lo studio ha dimostrato che più pz nel gruppo trattato con Crisaborolo aveva miglioramento rispetto a quelli del gruppo placebo (32.8% vs 25.4%, rispettivamente) ed inoltre che l'ISGA del gruppo Crisaborolo si riduceva di più ed in tempi minori rispetto al gruppo placebo; un numero maggiore di pz raggiungeva inoltre lo score 0 o1 all'ISGA nel gruppo Crisaborolo rispetto al controllo (51,7% vs 40.6%, rispettivamente).

Le percentuali dei pz che hanno interrotto lo studio è risultata sovrapponibile nei due gruppi (pari a circa 1% ) e non si sono riscontrati alterazioni dei parametri di laboratorio testati o dell'ECG fra i due gruppi di studio.

Naturalmente lo studio ha molte limitazioni: l'uso nel tempo del farmaco è stato ristretto a sole 4 settimane continuative (forse troppo poche per notare effetti collaterali a lungo termine); non è stato applicato a livello del cuoio capelluto; è stato riservato a forme di dermatite atopica lieve o moderata; è stato usato a partire dai 2 aa di età quando sappiamo che la maggior parte delle dermatiti atopiche esordisce prima.

Studi futuri potranno chiarire meglio l'efficacia del prodotto anche in casi di dermatite atopica più gravi, potranno chiarire meglio l'efficacia e la tollerabilità del prodotto in base alle sedi di applicazione e potranno esplorare sicurezza ed efficacia anche in popolazione pediatrica più giovane, ovvero al di sotto dei 2 aa.

Scritto da Valeria Boccaletti

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