Focus Giugno 2021

16 giugno 2021 - 11:24 Ricerca

Focus Giugno 2021

La Scabbia è una parassitosi cutanea causata da un acaro, Sarcoptes Scabiei, la cui femmina penetra nell’epidermide scavando cunicoli e deponendo le uova. La trasmissione avviene principalmente tramite contatti interumani ripetuti e attraverso scambio o contatti con biancheria infetta.

E’ una patologia molto contagiosa caratterizzata da intensa sintomatologia pruriginosa, più spesso notturna, da lesioni cutanee localizzate in sedi tipiche quali ascelle, spazi interdigitali delle mani, polsi, areole mammarie, e regioni genitali. Nei bambini piccoli frequente interessamento delle piante dei piedi, il cui strofinamento intenso è spesso un segno distintivo della manifestazione pruriginosa, così come la presenza di lesioni papulo nodulari localizzate a livello spesso dei cavi ascellari che possono essere o lesioni attive oppure noduli post-scabietici segno di infezione pregressa. Il cuoio capelluto e il volto sono caratteristicamente colpiti nel lattante, presumibilmente a causa dell’allattamento, in seguito a un contatto diretto con le regioni mammarie materne infette. Le lesioni elementari, spesso non visibili ad occhio nudo, ma ben visibili con la dermatoscopia, sono i cunicoli che altro non sono che tragitti eritematosi, lineari o tortosi, di lunghezza variabile creati dalla femmina dell’acaro nell’epidermide. Molto frequentemente però si apprezzano lesioni simil eczematose talora impetiginizzate causate dal grattamento per l’intenso prurito. La diagnosi è quindi nella maggior parte dei casi clinica mettendo insieme:

  1. lesioni cutanee in sedi tipiche con prurito forte soprattutto notturno
  2. interessamento di diversi membri della famiglia
  3. non responsività ad altre terapie, in primis quelle steroidee. Le ultime linee guida della Scabbia risalgono a quelle europee pubblicato sul Journal of European Academy of Dermatology nel 2017 (1) seguendo questa flowchart:



La prima linea terapeutica è sempre stata quella della Permetrina al 5% crema con la raccomandazione di lavare la biancheria usata fino a qualche giorno prima di iniziare la cura, ad almeno 60gradi o chiuderla in un sacco nero per almeno una settimana. Tutti i membri della stessa famiglia devono fare tale trattamento. Sulla modalità di applicazione della stessa è consigliato dalle linee guida applicazione della crema 1 volta a settimana e ripetere una volta la settimana successiva. La crema va applicata la sera e lavaggio la mattina successiva.  Non c’è comunque una univoca modalità di applicazione, considerando infatti che spesso il trattamento viene ripetuto anche due/tre giorni consecutivi nella stessa settimana. Sempre secondo le linee guida si può considerare “guarito” un paziente che dopo una settimana dalla fine del trattamento non presenta più lesioni riferibili alla Scabbia sia clinicamente che dermoscopicamente. Va considerato che spesso il prurito, anche non solo notturno, può persistere per qualche settimana per l’irritazione creata dalla stessa crema. 

Ulteriore opzione terapeutica nella pratica clinica è rappresentata dal Benzoato di Benzile in soluzione dal 10 al 25% con applicazioni una-due volte a settimana ed eventuale nuovo stesso trattamento la settimana successiva. Il problema maggiore legato a tala terapia è la forte reazione eczematosa che spesso si associa che richiede talora terapia steroidea in contemporanea. L’uso della Ivermectina orale, al dosaggio di 200 mg/kg una volta a settimana e ripetuta una volta della settimana successiva, è molto efficace ma limitato in Italia per la difficile reperibilità del farmaco, passato dal Servizio Sanitario solo ad uso veterinario.

Negli ultimi mesi si sta però assistendo, ad un sempre più evidente cambiamento di rotta nella terapia della Scabbia, con un aumento considerevole dei casi di resistenza alla Permetrina al 5% sia in monoterapia settimanale che ripetuta più volte a settimana, rendendo necessario ricorrere spesso alle altre opzioni terapeutiche sopracitate con le complicanze ad esse associate (2). E’ molto importante quindi conoscere questa reale resistenza alla terapia, per evitare di perpetuare con lo stesso trattamento nonostante la possibile inefficacia, con ricadute talora anche importanti sia economiche che psicologiche nel paziente. Sarebbe opportuno anche rivedere le linee guida terapeutiche ed effettuare studi multicentrici al fine di realizzare un protocollo standard riconosciuto di cura della Scabbia alla luce di questa nuova resistenza.

Dott. Andrea Bassi

  1. M. Salavastru, O. Chosidow, M.J. Boffa et al. Europeanguideline for the management of scabies. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017;31(8):1248-125
  2. Mazzatenta C, Piccolo V, Argenziano G, Bassi A. Is Scabies becoming less sensitive to permethrin therapy?  J Eur Acad Dermatol Venereol. 2021 May 11.

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